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ho la vespa che sbuffa, le clark nello zaino (ho sempre desiderato indossarle al mio matrimonio), un blocco x appuntare qualche sogno, gli occhi pieni di miraggi. scendi sirena che ti aspetto. peter
Commento migliore (dell’autore stesso): Sirena il vestito bianco l’hai preso? il sacchetto x i sogni ce l’hai? la polvere di stelle me la presta trilli, che siamo in buoni rapporti… dai non correre… è un viaggio che esiste solo x noi. ce la prendiamo comoda, come le lucertole al sole…
Canzone: La exiliada del sur
Autore: Violeta Parra
Cover dei Los Bunkers
Testo canzone:
Un ojo dejé en Los Lagos
por un descuido casual,
el otro quedó en Parral
en un boliche de tragos,
recuerdo que mucho estrago
de niña vio el alma mía,
miserias y alevosías
anudan mis pensamientos,
entre las aguas y el viento
me pierdo en la lejanía.
Mi brazo derecho en Buín
quedó, señores oyentes,
el otro en San Vicente
quedó, no sé con qué fin;
mi pecho en Curacautín
lo veo en un jardincillo,
mis manos en Maitencillo
saludan en Pelequén,
mi falda en Perilauquén
recoge unos pececillos.
Se m’enredó en San Rosendo
un pie el cruzar una esquina,
el otro en la Quiriquina
se me hunde mares adentro,
mi corazón descontento
latió con pena en Temuco
y me ha llorado en Calchuco,
de frío por una escarcha,
voy y enderezo mi marcha
a la cuesta ‘e Chacabuco.
Mis nervios dejo en Granero,
la sangr’en San Sebastián,
y en la ciudad de Chillán
la calma me bajó a cero,
mi riñonada en Cabrero
destruye una caminata
y en una calle de Itata
se me rompió el estrumento,
y endilgo pa Nacimiento
una mañana de plata.
Desembarcando en Riñihue
se vio a la Violeta Parra,
sin cuerdas en la guitarra,
sin hojas en el colihue;
una banda de chirigües
le vino a dar un concierto;
con su hermanito Roberto
y Cochepe forman un trío
que cant’al orilla del río
y en el vaivén de los puertos.
Sergio Bambarén disse:
La spiaggia dei sogni è un luogo dentro al nostro cuore… nella nostra anima… nella spiaggia dei sogni, trovano posto le nostre speranze e i nostri sogni… senza saperlo, ognuno di noi cerca questo spazio continuamente, dove isolarsi per poi riprendere la vita, con le sue corse e i suoi ritmi frenetici… nella nostra spiaggia dei sogni, noi siamo noi stessi.
Dal film Flashdance:
Chi rinuncia ai propri sogni é destinato a morire.



Erbadelvicino detto,
16 Gennaio 2007 @ 12:27
Se qualcuno ha la traduzione del testo di questa canzone ce lo invii in qualche modo o ce lo segnali per favore.
Grazie
la_andrea detto,
14 Giugno 2007 @ 2:57
grande la violeta , hermosa cancion esa , la letra de patricio mans !!
viva los cantautores y artistas chilenos , y no viva tanto chile
saludos
Lamberto detto,
6 Aprile 2008 @ 12:30
Ecco la traduzione che stavate cercando della canzone di Violeta Parra “Exiliada Del Sur” con alcuni commenti.
Spero di esservi stato utile.
Saluti!
Lamberto Maggi (associazione culturale THEAMUS) http://www.theamus.it
EXILADA DEL SUR
[nota: nel LP originale in vinile “La Nueva Cancion Cilena” c’è scritto “Exilada” non “Exiliada”. Forse un errore di stampa (?)]
(ESILIATA DAL SUD)
UN OCCHIO LO LASCIAI NEI LAGHI
PER UN DISGUIDO CASUALE;
L’ALTRO RIMASE A PARRAL
IN UNA BETTOLA
RICORDO QUANTA ROVINA
DA BAMBINA VIDE L’ANIMA MIA:
MISERIE E PERFIDIE
LEGANO I MIEI PENSIERI;
FRA LE ACQUE ED IL VENTO
MI PERDO NELLA LONTANANZA.
IL MIO BRACCIO DESTRO A BUÍN
RIMASE, SIGNORI CHE MI ASCOLTATE;
L’ALTRO A SAN VICENTE RIMASE,
NON SO CON QUALE SCOPO.
IL MIO PETTO A CURUCAUTÍN
LO VEDO IN UN GIARDINETTO
LE MIE MANI A MAITENCILLO
SALUTANO PELÉQUEN;
LA MIA CAMICIA A PERQUILAUQUÉN
RACCOGLIE DEI PESCIOLINI.
MI S’IMPIGLIÒ A SAN ROSENDO
UN PIEDE ATTRAVERSANDO UNA STRADA;
L’ALTRO NELLA QUIRIQUINA
MI SI SPROFONDA NEL MARE
IL MIO CUORE SCONTENTO
PALPITÒ CON PENA A TEMUCO
ED HA PIANTO A CALBUCO
DI FREDDO PER LA BRINA.
VADO E INDIRIZZO IL MIO CAMMINO
VERSO IL PENDIO DI CHACABUCO.
LASCIO I MIEI NERVI A GRANEROS,
IL SANGUE A SAN SEBASTIÁN
E NELLA CITTÀ DI CHILLÁN
LA CALMA MI SCESE A ZERO;
LE MIE RENI A CABRERO
LE DISTRUGGE UNA CAMMINATA
E IN UNA STRADA DI ITATA
MI SI RUPPE LO STRUMENTO
E PUNTO VERSO NACIMIENTO
UNA MATTINA D’ARGENTO.
MENTRE SBARCAVA A RIÑIHUE
FU VISTA VIOLETA PARRA
SENZA CORDE SULLA CHITARRA
SENZA FOGLIE SUL COLIGÜE*
UNO STORMO DI CHIRIGÜES*
LE VENNERO A DARE UN CONCERTO.
MENTRE SBARCAVA A RIÑIHUE
FU VISTA VIOLETA PARRA.
MENTRE SBARCAVA A RIÑIHUE
FU VISTA VIOLETA PARRA.
NOTE: Parole e musica di Violeta Parra. Questi versi di Violeta si riallacciano ai motivi letterari e poetici del folclore latino-americano. Il poeta, come espressione di amore per la propria terra, immagina il suo corpo distribuito su tutto il territorio. il coligüe* è una pianta di foraggio simile al giunco. I chirigües* sono degli uccellini simili ai fringuelli.
Ho letto da qualche parte che l’ultima strofa non è di Violeta Parra ma dovrebbe essere stata aggiunta… forse dagli Inti- Illimani (?)…
margherita daysiduck detto,
8 Settembre 2009 @ 23:32
conosco e canto questa canzone da quando è uscita…ora ho nostalgia della poesia dei testi di Violeta e di questo attaccamento alla propria terra, fino a confondersi con essa. Meravigliosa Violeta Parra grazie!!!!!!!! Marghe ‘57